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Medicina Ayurvedica e Medicina Tradizionale Cinese livello advanced
Erboristeria, Floriterapia integrata con I CHING - MTC - AYURVEDA
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I CHING come strumento moderno e antesignano dell'informatica
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“Naturopata e Floriterapeuta, esperta in aromaterapia e cristalloterapia.
Possiede una Laurea Magistrale in Lettere Moderne. Fondatrice dell’Accademia Ippocrate.
Trainer di Naturopatia Supervisor accreditata Jean Monnet con esperienza decennale nell'insegnamento.
Ha pubblicato diversi libri su Fiori di Bach e Medicina cinese, Naturopatia”

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“Naturopata, esperto in Medicina Tradizionale Cinese e Ayurveda, formatore senior di naturopatia. Specializzato in fitoterapia energetica e tecniche di diagnosi orientale. Direttore didattico di Accademia Ippocrate. Esperto in web marketing per il settore olistico. Creatore di strategie digitali integrate per professionisti del benessere.
Trainer di Naturopatia Supervisor certificato Jean Monnet con esperienza decennale nell'insegnamento, inclusa attività didattica nelle scuole MIUR statali.”
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La radice prima di ogni strumento
Il naturopata che ignora l'I Ching è come un musicista che conosce le note ma non ha mai studiato armonia. Può suonare, certo, ma gli sfugge la logica profonda che dà senso alla musica.
L'I Ching non è un'aggiunta esotica alla formazione naturopatica: è il codice sorgente da cui derivano tutti gli strumenti della tradizione orientale che utilizziamo quotidianamente. Yin-Yang, Cinque Elementi, teoria dei meridiani, valutazione costituzionale: tutto nasce dalla cosmologia del Libro dei Mutamenti.
Comprendere il cambiamento, non combatterlo
La medicina occidentale cerca di eliminare il sintomo; la naturopatia cerca di comprendere il processo. L'I Ching insegna che ogni squilibrio è una fase di trasformazione, non un nemico da sconfiggere. Un esagramma non è mai "buono" o "cattivo" — ogni situazione contiene il seme del proprio mutamento.
Per il naturopata questo significa imparare a leggere dove si trova la persona nel proprio ciclo: sta accumulando o disperdendo? È in fase di espansione o di ritiro? Il blocco è nella materia, nelle emozioni o nello spirito? Senza questa visione dinamica, si rischia di applicare protocolli statici a esseri in continuo divenire.
Dal sintomo al significato
L'I Ching educa il naturopata a porsi la domanda essenziale: qual è il senso di questo squilibrio? Non basta sapere che il Fegato è in stasi o che Vata è aggravato. Occorre comprendere cosa la vita sta chiedendo a quella persona, quale trasformazione bussa alla porta, quale aspetto del Mandato Celeste attende di essere ascoltato.
Questo trasforma il naturopata da "aggiustatore di sintomi" a facilitatore di consapevolezza.
Un linguaggio universale
L'I Ching offre un sistema di corrispondenze che permette di collegare discipline diverse: Medicina Cinese, Ayurveda, floriterapia, cristalloterapia, riflessologia. Le sei linee dell'esagramma diventano una griglia di lettura applicabile a qualsiasi strumento. Questo consente al naturopata di non essere un semplice "collezionista di tecniche" ma un professionista capace di visione integrata.
Sviluppare l'intuizione clinica
Studiare l'I Ching affina quella che i cinesi chiamano Shen Ming, la "luminosità dello spirito": la capacità di cogliere l'essenziale oltre l'apparente. Il naturopata esperto non si perde nei dettagli ma percepisce immediatamente la qualità energetica della persona che ha di fronte. Questa intuizione non è magia: è il frutto di una mente allenata a pensare per simboli, polarità e trasformazioni.
Studiare l'I Ching non significa diventare indovini. Significa acquisire gli occhi per vedere ciò che è sempre stato lì: il movimento incessante della vita che cerca equilibrio, e il nostro ruolo di accompagnatori in questo processo.
Le Fonti delle Corrispondenze
Una premessa di onestà intellettuale
È importante essere chiari: non esiste un unico testo antico che affermi esplicitamente la correlazione completa tra linee degli esagrammi, Tre Bruciatori e Dosha ayurvedici. Questa sintesi è il frutto di un lavoro interpretativo che attraversa secoli e tradizioni diverse.
Le fonti classiche cinesi
La tripartizione Cielo-Uomo-Terra nelle sei linee dell'esagramma è attestata nei commentari classici dell'I Ching, in particolare nel Xi Ci Zhuan (Grande Trattato o "Appendici alle Ali"), tradizionalmente attribuito a Confucio:
"L'I Ching contiene la misura di Cielo e Terra. Le due linee inferiori sono la Terra, le due centrali sono l'Uomo, le due superiori sono il Cielo."
Questa divisione ternaria è un principio cosmologico fondamentale del pensiero cinese.
I Tre Bruciatori (San Jiao)
La dottrina dei Tre Bruciatori come divisione funzionale del corpo è codificata nel Huang Di Nei Jing (Canone dell'Imperatore Giallo, circa II secolo a.C.) e ulteriormente elaborata nel Nan Jing (Classico delle Difficoltà):
Jiao Superiore: "come nebbia" — diffonde il Qi
Jiao Medio: "come schiuma" — trasforma
Jiao Inferiore: "come canale di scolo" — espelle
La sovrapposizione tra la tripartizione dell'esagramma e i Tre Bruciatori è un'elaborazione interpretativa successiva, sviluppata da studiosi che hanno riconosciuto l'isomorfismo tra i due sistemi.
L'integrazione con i Dosha
La corrispondenza con Vata, Pitta e Kapha è un'elaborazione moderna e integrativa, frutto del dialogo tra medicine tradizionali. Non esiste nei testi classici indiani o cinesi perché queste tradizioni si sono sviluppate separatamente.
Tuttavia, la struttura ternaria è sorprendentemente parallela:
LivelloCinaIndiaAltoJiao SuperioreVataMedioJiao MedioPittaBassoJiao InferioreKapha
Studiosi contemporanei come Giovanni Maciocia, Ted Kaptchuk e, per lo shiatsu, Shizuto Masunaga hanno contribuito a creare ponti interpretativi tra sistemi diversi, pur mantenendo il rispetto per le specificità di ciascuna tradizione.
Il valore dell'integrazione
Questa sintesi non è arbitraria: si fonda su una logica analogica comune alle medicine tradizionali. Il naturopata che utilizza queste corrispondenze non sta "inventando" ma sta riconoscendo pattern universali che culture diverse hanno descritto con linguaggi propri.
I Vantaggi Pratici per il Naturopata
Premessa deontologica
È fondamentale chiarire che quanto segue non riguarda la diagnosi medica, atto riservato esclusivamente al medico. Il naturopata, operando ai sensi della Legge 4/2013 come professionista delle discipline bio-naturali, effettua una valutazione energetica e costituzionale finalizzata al benessere della persona, non all'identificazione o al trattamento di patologie.
Il naturopata non cura malattie: accompagna la persona in un percorso di consapevolezza e riequilibrio, utilizzando strumenti non invasivi che stimolano le capacità di autoregolazione dell'organismo. In presenza di sintomi che suggeriscano condizioni patologiche, il naturopata ha il dovere di invitare la persona a consultare il proprio medico.
Nella valutazione energetica
Utilizzare la griglia delle sei linee come schema di lettura permette al naturopata di organizzare rapidamente le informazioni raccolte durante il colloquio e l'osservazione. Invece di un elenco dispersivo di disarmonie, emerge una mappa che consente di individuare dove si concentra lo squilibrio energetico (in basso nella struttura e vitalità, al centro nelle emozioni e digestione, oppure in alto nella mente e nello spirito), qual è la direzione del disequilibrio, quale Bruciatore è più coinvolto e quale Dosha appare aggravato.
Questo consente di non perdersi nei dettagli e di cogliere immediatamente il quadro d'insieme della costituzione e del terreno della persona.
Nella scelta degli strumenti
Una volta individuato il livello coinvolto, il naturopata può selezionare le tecniche e le discipline bio-naturali più appropriate.
Per il Jiao Inferiore e Kapha si orienterà verso fitoterapia tonica, moxibustione, oli essenziali caldi e radicanti, cristalli neri e rossi, fiori per la paura.
Per il Jiao Medio e Pitta saranno indicati floriterapia per rabbia e frustrazione, drenaggio epatico, consigli di igiene alimentare, cristalli gialli e verdi.
Per il Jiao Superiore e Vata si sceglieranno fiori per ansia e pensiero, tecniche di respirazione, pratiche meditative, cristalli viola e bianchi, aromaterapia calmante.
Questo schema non sostituisce la valutazione individuale, ma offre una bussola orientativa per il lavoro sul terreno.
Nella comunicazione con la persona
Spiegare alla persona che il suo disagio si colloca in un determinato "livello" aiuta a creare comprensione e alleanza. Dire "il suo squilibrio energetico interessa il Bruciatore Medio, là dove trasformiamo il cibo ma anche le esperienze" è più significativo di un elenco tecnico.
La persona si sente vista nella sua interezza, non ridotta a una somma di disturbi. Questo approccio rispetta il principio naturopatico fondamentale: al centro c'è la persona, non il sintomo.
Nel monitoraggio del percorso
Durante il percorso naturopatico, la mappa ternaria permette di osservare gli spostamenti energetici: l'energia sta risalendo? Il calore del centro si è calmato? Il radicamento è migliorato?
Questo offre parametri qualitativi per valutare i progressi nel benessere globale della persona, in un'ottica di educazione alla salute e prevenzione.
Nell'integrazione tra discipline
Il naturopata formato su più tecniche rischia di applicarle in modo frammentario. La visione unitaria dell'I Ching permette di connettere logicamente interventi diversi: un fiore di Bach per la paura, un punto di digitopressione per radicare il Qi, un cristallo di tormalina nera, un consiglio di igiene alimentare per sostenere l'energia renale. Non sono quattro cose separate: sono quattro espressioni dello stesso intervento sul Jiao Inferiore.
Nel proprio equilibrio personale
Infine, il naturopata che studia l'I Ching impara ad applicare questi principi a sé stesso. Riconoscere i propri schemi, i propri livelli di vulnerabilità, le proprie fasi di trasformazione è parte essenziale della deontologia professionale: non si può accompagnare altri su un sentiero che non si percorre in prima persona.
Il vantaggio ultimo è questo: passare dall'essere "operatori che applicano tecniche" a professionisti che comprendono il linguaggio dell'energia vitale — sempre nel rispetto dei confini professionali e della centralità della persona.
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